MA, leggendo nei forum, ho capito che ogni parroco se la gioca come vuole: c'è quello che ti tratta da sgualdrina se convivi e per ripicca ti fa durare il corso tipo 97 mesi, che quando lo finisci non ricordi più perchè l'avevi iniziato; c'è quello sportivo che ti dà una pacca sulla spalla e in venti minuti ti consegna tutti gli attestati, modello
e tra questi due estremi c'è un variopinto panorama di posizioni intermedie.
Il punto è: a) non ho idea delle fattezze del parroco della mia (!) parrocchia qui a Roma, quindi non ho nessun indizio per ipotizzare a che figura del sottobosco appartenga. Non so se è un ottuagenario che dalle 17:00 alle 18:00 presta servizio al tribunale dell'Inquisizione mandando al rogo le bionde tinte, o se è un figo di venti che mi ci fa ripensare;
b) non posso spostarmi un attimo nella mia parrocchia d'origine, perchè è un attimo in un'altra regione;
c) last, but assolutamente non least, non so come metterla col Difficile perchè lui odia tutto e tutti e, ci credereste? odia i preti e la Chiesa più del resto. Anche qui si apre un ventaglio di possibilità, la migliore delle quali sarebbe narcotizzarlo da qui alla fine del tutto, ma è difficilmente praticabile per via dei numerosi altri medicinali che già assume e che magari mi vanno ad interagire.
d) non che sia importante, eh, ma codesti pensieri mi causano mal di pancia tutte le mattine al risveglio, e la colite quest'anno non si porta (ho controllato).
E in mezzo a tutte queste belle considerazioni, se ne staglia una, più fulgida delle altre: non abbiamo nemmeno cominciato.




